Sono stati mesi molto impegnativi dal punto di vosta lavorativo, ma finalmente ho trovato il tempo per scrivere la seconda parte dell'articolo in cui parlavamo di questo (possiamo dire tanto discusso?) kit di Nuova Elettronica..
Premessa
Di questo kit se ne parla in tutti i modi. Alcuni sono entusiasti di come suona, altri ne dicono peste e corna. Tutto ciò che dirò nel seguito non deve essere letto come un giudizio su Nuova Elettronica o su questo amplificatore in particolare. Credo che tutti noi cresciuti negli anni '70 e '80 e con un po' di passione per l'elettronica ci siamo cimentati nella realizzazione di uno o più kit pubblicati dalla rivista (il mio primo, a 15 anni, fu un pre phono per il mio giradischi), il cui scopo formativo è stato importante e credo di poter dire a nome di tutti che oggi se ne senta la mancanza.
Il kit venne pubblicato nel numero 163 della rivista, correva l'anno 1993. Potete visualizzare l'articolo originale qui: https://www.rsp-italy.it/Electronics/Magazines/Nuova%20Elettronica/_contents/Nuova%20Elettronica%20163.pdf
Lo schema originario, riportato sulla rivista, è il seguente.

Nel secondo volume dell'Audio Handbook, che racchiude tutti i progetti audio di NE, viene riportato il seguente schema:

La prima cosa che salta all'occhio sono le tensioni riportate sui due schemi. Ad esempio la tensione anodica nell'articolo originario era di 474V, mentre nell'Audio Handbook è di 420V.
Ebbene, dalle misure fatte sull'esemplare in mio possesso la tensione anodica rilevata è di circa 420V, quindi corrispondente al secondo schema.
Ora, non so perché nel primo siano riportati valori così diversi, ma potrebbe anche darsi che, in seguito sia stato cambiato il trasformatore di alimentazione. Infatti nell'articolo originario viene indicato con un secondario di 440V, mentre nell'Hanbook di 330V.
L'altra cosa che salta all'occhio è il trasformatore d'uscita, che nel primo articolo prevede uscite per 4 e 8 ohm, mentre nell'Handbook è presente solo la 8 ohm.
Ci sono anche piccole differenze di altri componenti (trimmer del bias, trasformatore per bias...) ma dovrebbero essere ininfluenti rispetto alle due precedenti.
I valori da me riscontrati sono tutti simili allo schema dell'Handbook, così come il trasformatore d'uscita ha la sola uscita 8 ohm, quindi da questo momento prenderò in considerazione l'articolo pubblicato sull'HandBook, che trovate a pagina 176 qui: https://win.adrirobot.it/nuova_elettronica/handbook/NE-Audio%20Handbook_Vol2-Full.pdf
Breve analisi del circuito
La prima metà della V1-A (ECC82) amplifica il segnale in ingresso in una "normale" configurazione a catodo comune. Il segnale giunge alla griglia della seconda metà V1-B della ECC82 che è uno sfasatore in configurazione Catodina (Concertina).
In questo primo stage costituito dalla V1 abbiamo già due potenziali problemi:
sull'anodo della V1-A c'è uno snubber costituito da C3 e R2 che di fatto si comporta come un attenuatore a frequenze medio alte
la polarizzazione della griglia dello sfasatore è elettrostatica, realizzata di fatto dalla resistenza R10 da 1Mohm. Una configurazione inusuale sugli amplificatori Hi-Fi, usata per lo più in amplificatori per chitarra dato che introduce distorsione.
Per chi volesse approfondire l'argomento dello sfasatore Catodina suggerisco di dare un'occhiata qui: https://www.valvewizard.co.uk/cathodyne.html
La V1-A lavora all'incirca così (ringrazio di nuovo Giuseppe Amato per il tool messo a disposizione online):

La retta di carico dello sfasatore è la seguente:

La valvola V2 (ECC82) viene utilizzata in una configurazione a catodo comune come stadio di accoppiamento con le valvole finali. In questo caso ogni metà amplifica una semionda del segnale sfasato dalla V1-B.
Questa la retta di carico di ogni ramo della V2:

Le valvole V3 e V4 (KT88) sono in configurazione push-pull ultralineare, con bias fisso. Qui viene fuori un altro problema, dovuto alla taratura del bias suggerita da NE.
Infatti nell'articolo si suggerisce di impostare una corrente per le KT88 di 97-99 mA.
Questi valori però, con la tensione anodica usata e l'impedenza del trasformatore d'uscita di circa 2.5+2.5 Kohm, porta la valvola a lavorare fuori dai limiti di dissipazione prevista. Lo possiamo vedere qui:

La linea continua rappresenta la retta di carico (per un push-pull in realtà abbiamo due segmenti con inclinazione diversa). La linea tratteggiata corrisponde ai valori di corrente e tensione massimi sostenibili da una KT88, che corrispondono ad una potenza massima di 35W.
Con una corrente di 99 mA la retta supera la linea tratteggiata, quindi la valvola è costretta a lavorare al di fuori del suo range di sicurezza.
Un valore più adatto sarebbe di circa 55-65 mA, che fa restare la valvola in un range di funzionamento sicuro. La valvola ringrazierà durando molto di più:-)
Ecco la retta di carico dei 55 mA:

Considerazioni sull'amplificatore
L'amplificatore ha uno chassis in mdf piuttosto delicato e anche esteticamente non è il massimo. Visto nella logica di "oggetto per imparare" può avere un senso, modificarlo per metterlo in un case più robusto o metallico non vale la pena (ovviamente è una mia opinione).
I trasformatori utilizzati non sono il massimo. In particolare il trasformatore di alimentazione ronza in modo evidente. Se si è abbastanza lontani e con la musica in sottofondo si percepisce poco, ma in un ambiente silenzioso si sente molto bene.
Si potrebbero cambiare, ma anche qui: non ha senso senza cambiare anche altre cose nello schema.
Il filtro dell'anodica è fatto con una doppia induttanza in un unico corpo, non il massimo considerando che si genera una mutua induttanza tra i due canali.
I trimmer per la regolazione del bias sono posti sulla scheda di alimentazione, internamente allo chassis. Questo significa che ogni volta che si deve regolare il bias si deve mettere l'ampli sottosopra, togliere il coperchio inferiore e regolare il bias. Piuttosto scomodo!
Suggerimenti e modifiche
Le modifiche sono volutamente minimali, l'amplificatore ha dei limiti intrinseci dovuti sia alla qualità dei trasformatori usati sia alla circuitazione utilizzata, quindi non ha senso fare modifiche più impattanti e costose, come ad esempio cambiare i trasformatori d'uscita o la qualità delle valvole, senza rivedere in parte anche lo schema e, di fatto, modificando il progetto.
Snubber
Lo snubber sulla V1-A crea una attenuazione importante a partire da circa 2 KHz in su, di circa 3 dB/Ottava.
Per ridurre l'attenuazione, va modificata la resistenza R2 dal valore attuale di 6.8Kohm a 27Kohm. In questo modo si ottiene la seguente risposta in frequenza:

Decisamente meglio di quella originaria (Vedi Parte 1).
Lo snubber non va assolutamente tolto, ma sopratutto evitate di eliminare la retroazione globale (R17, R16, C11), il risultato sarebbe disastroso.
Regolazione del bias
NE nell'articolo suggerisce di staccare il filo +HT dal piedino 7 del morsetto a 5 poli e collegare tra questo filo e l'ingresso un tester posto sulla portata di 100 mA CC e quindi di tarare le valvole inserendole una alla volta e segnando sulla valvola la posizione (lo slot in cui era stata inserita). Decisamente poco pratico (e pericoloso...).
Suggerisco di misurare la corrente tra le resistenze di catodo e il punto di massa.

Le resistenze sono da 22 ohm, quindi per avere 55-65 mA si deve misurare una tensione di 1.21-1.43 V. Personalmente l'ho impostata a 1.3 V, corrispondente ad una corrente di 0.59 mA.
In questo modo, fissando il morsetto negativo alla massa, lasciando tutte le valvole nella loro sede, basta poggiare il puntale sulla resistenza catodica della prima KT88 e regolare il trimmer corrispondente fino a leggere il valore di 1.3 V, e così via per le tutte le valvole.
La regolazione del bias va fatta senza segnale in ingresso e usando un carico resistivo di 8 ohm collegato all'uscita di ogni canale. Meglio cortocircuitare gli ingressi.
Considerazioni finali
Reputo questo amplificatore un buon banco di prova per chi, pur avendo esperienza nel montaggio di elettroniche, si cimenta con la costruzione valvolare.
Alla fine, corrette alcune lacune macroscopiche, si lascia ascoltare e può dare soddisfazione. Tuttavia se lo si confronta con finali costruti a "regola d'arte" escono fuori i suoi limiti. Restiamo comunque anni luce al di sopra dei cinesi economici che proliferano sulle varie piattaforme ecommerce, quindi se ne trovate uno usato funzionante, che si compra tipicamente al costo di un cinese, è da preferire.
Misure
Onda quadra ad 1 KHz (in blu l'ingresso, in rosso l'uscita traslata)

Onda quadra a 10 KHz (in blu l'ingresso, in rosso l'uscita traslata)

THD: 0,59 %



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